Ricerche di Lineafilosofica
Pensare il presente. Letture filosofiche nell’epoca della crisi della distrazione di massa è il primo atto della ricerca filosofica indipendente svolta da Lineafilosofica. All’interno del testo, qui scaricabile gratuitamente e integralmente, sono organizzati e distribuiti in tre parti, intitolate rispettivamente Le perturbazioni del tempo, L’immagine della realtà e Assenze, diversi frammenti tratti dal Mosaico contemporaneo di Lineafilosofia: Temi, Commenti e Profili contemporanei che, nel corso del tempo, hanno suggerito l’esistenza di una chiave di lettura capace di comprenderli all’interno di una precisa concezione filosofica della realtà.
La prima parte di Pensare il presente si concentra sull’individuazione e sull’analisi del concetto di attimo del tempo, un elemento centrale e costitutivo della concezione della realtà elaborata da Lineafilosofica, attraverso la lettura di romanzi contemporanei. Il risultato di tale indagine consiste nella definizione del presente come un’epoca di «perturbazioni» e «fibrillazioni» e nella rilevazione di due tratti peculiari dell’accadere storico, che, in linea con l’ontologia di stampo neoaristotelico possono essere considerati anche oggi come il divenire e la molteplicità.
La seconda parte della ricerca, partendo dalle caratteristiche dell’accadere per come oggi noi possiamo farne esperienza, muove verso la dimostrazione della problematicità dell’esperienza stessa, aprendo il discorso filosofico alla necessità della trascendenza. C’è, in questo senso, una specifica concezione della realtà a motivare e orientare la riflessione: «l’infinito filtra nell’accadere, illuminando il mondo, per darci testimonianza di ciò che ci vivifica e ci comprende». Che immagine della realtà deve emergere necessariamente se si assumono le conseguenze di questa concezione?
La terza parte, infine, offre una serie di contributi che dimostrano, stando alla concezione filosofica proposta e argomentata nelle precedenti parti, come la realtà “vista” dall’essere umano contemporaneo manchi di numerosi elementi, o oggetti, che invece sono indispensabili se si vuole ricostruire in modo totale e quanto più possibile completo un’immagine del presente nel quale viviamo. Perché – è questo, forse, il principale monito di Pensare il presente – «quando il mondo basta a se stesso, l’orizzonte dell’esistenza si comprime tutto sull’apparire. Il confine tra l’accadere storico di cui abbiamo esperienza e la trascendenza che lo comprende e lo spiega diventa un limite: un cerchio inoltrepassabile, un ostacolo al nostro sguardo spirituale, che si riflette sull’accadere rivestendolo di eternità».
